Il 10 febbraio 2026 è entrato in vigore il Decreto del Ministero dell’Interno del 24 dicembre 2025, che ridefinisce le norme tecniche per la sicurezza, l’accessibilità e l’esercizio degli impianti sportivi destinati ad ospitare UEFA Euro 2032. Un provvedimento che non riguarda solo i cinque stadi che l’Italia presenterà alla selezione UEFA entro ottobre 2026, ma che stabilisce un nuovo standard di riferimento per tutto il settore: le disposizioni si applicano infatti sia agli impianti di nuova costruzione sia a quelli esistenti, compresi i progetti già approvati alla data di entrata in vigore.
Per chi gestisce, progetta o finanzia un impianto sportivo, il messaggio è chiaro: il tema della sicurezza degli accessi non è più rinviabile. E riguarda molto più della segnaletica o dei cancelli all’ingresso.
Cosa prevede il decreto per il controllo accessi
Il decreto introduce un quadro organico di prescrizioni tecniche che tocca in modo diretto i sistemi di accesso e deflusso del pubblico, la gestione delle aree di sicurezza, il controllo degli spettatori per settore e la gestione delle emergenze.
Tra le indicazioni più rilevanti dal punto di vista infrastrutturale, il decreto prevede la presenza di almeno una telecamera per ogni tornello, in grado di riprendere il volto degli spettatori al momento dell’ingresso — auspicabilmente con un meccanismo di sincronizzazione tra lettura del biglietto e acquisizione fotografica. Questo significa che i tornelli non possono più essere semplici barriere meccaniche: devono essere sistemi integrabili, predisposti per ricevere e trasmettere dati in tempo reale.
Il provvedimento richiede inoltre la strutturazione degli impianti in settori distinti e gestiti separatamente, con sistemi di accesso che consentano una separazione efficace dei flussi e una risposta rapida in caso di criticità. La gestione delle emergenze prevede un centro operativo dedicato, presidiato durante le manifestazioni, collegato ai sistemi di controllo degli accessi e alle forze dell’ordine.
La sfida vera: gestire decine di migliaia di persone senza blocchi
Chi ha esperienza nella gestione di grandi eventi sportivi sa che il problema più complesso non è tenere fuori chi non deve entrare, ma fare entrare rapidamente chi ha il diritto di farlo. Uno stadio da 50.000 posti che deve essere pieno in 45 minuti richiede una capacità di transito che pochi sistemi di controllo accessi riescono a garantire senza colli di bottiglia.
Questo impone una progettazione attenta dei punti di accesso: quanti tornelli, di che tipo, in quale configurazione, con quale integrazione verso i sistemi di biglietteria e sorveglianza. Una scelta sbagliata si paga non in termini di sicurezza astratta, ma in file interminabili all’ingresso, tensioni tra il pubblico e rischio di accessi non regolamentati nelle fasi di ressa.
Un sistema a più livelli: dalla recinzione alla seduta
La sicurezza degli accessi in uno stadio non si esaurisce ai tornelli d’ingresso. È un sistema a più livelli che dalla recinzione perimetrale arriva alla gestione interna dei settori:
- Perimetro esterno e zone di pre-filtro. La prima linea di controllo avviene prima ancora che gli spettatori raggiungano i tornelli. I varchi motorizzati nelle aree di pre-accesso regolano i flussi in ingresso, evitano concentrazioni pericolose e consentono operazioni di controllo prima che la folla raggiunga le strutture interne.
- Tornelli d’ingresso per settore. Il cuore del sistema. I tornelli a tutta altezza sono la soluzione standard per gli impianti sportivi ad alta affluenza: impediscono fisicamente lo scavalcamento, garantiscono il transito di una persona alla volta e reggono le sollecitazioni meccaniche di un pubblico in movimento durante le ore di punta. SAIMA Sicurezza progetta tornelli per impianti sportivi da decenni: il TR 128 è stato progettato specificamente per stadi e arene, con struttura in acciaio zincato e rotore a quattro settori in acciaio inox. Il TR 129 — installato nei più importanti stadi del mondo — offre una configurazione a doppio rotore per flussi elevati con il massimo livello di controllo. I TR 121 S e TR 121 D completano la gamma con architetture adatte a contesti di diverse dimensioni.
- Gestione interna dei settori. Una volta dentro, la separazione tra settori — ospiti, casa, tribune, VIP — va mantenuta con sistemi che impediscano spostamenti non autorizzati. Varchi motorizzati e cancelletti di settore consentono una gestione dinamica degli spazi interni, fondamentale durante l’evacuazione o in caso di eventi critici.
- Integrazione con sorveglianza e biglietteria. Come previsto dal decreto, i sistemi di accesso devono potersi integrare con le telecamere di sorveglianza, i sistemi di lettura del biglietto e le piattaforme di gestione degli eventi. Tutti i prodotti SAIMA per impianti sportivi sono predisposti per integrarsi con sistemi di controllo accessi elettronici, lettori badge, biometria e interfacce RS485/RS232.
Non solo grandi stadi: il perimetro si allarga
Il decreto Euro 2032 riguarda un numero limitato di impianti, ma il contesto normativo e le aspettative del mercato si stanno evolvendo per tutto il settore. Palazzetti, piscine olimpioniche, velodromi, centri sportivi multifunzione: anche fuori dalla Serie A e dalle grandi arene, la richiesta di sistemi di controllo accessi strutturati è in crescita costante.
SAIMA Sicurezza lavora in questo settore a livello internazionale — il New Wembley Stadium di Londra è tra le referenze di punta — e porta questa esperienza anche in contesti di dimensioni più contenute, dove la sfida non è gestire 70.000 spettatori ma garantire un sistema affidabile, scalabile e conforme alle normative vigenti anche con budget e spazi più limitati.
Stai progettando o aggiornando il sistema di controllo accessi del tuo impianto sportivo?
Il team SAIMA Sicurezza è a disposizione per analizzare le esigenze specifiche della tua struttura e proporre la soluzione più adatta — dai tornelli d’ingresso all’integrazione con i sistemi di sorveglianza.