L'Arte della Sicurezza

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Un tuffo nel passato: quando Saima donò ad Arezzo la scultura di Alessandro Marrone

Ripercorriamo una tappa fondamentale del nostro percorso aziendale: la donazione al Comune di Arezzo dell’opera “Evoluzione Saima”, simbolo delle nostre radici e del futuro dell’acciaio.
Un’opera d’arte contemporanea che racconta una storia d’eccellenza cominciata all’inizio degli anni ’80 e oggi conosciuta in tutto il mondo. Dal 2019 nella grande aiuola ad Indicatore n. 60/G, proprio di fronte allo stabilimento di Saima SpA, sorge la scultura firmata dal maestro Alessandro Marrone: una significativa risposta dei nostri tempi che Saima ha donato con orgoglio al Comune di Arezzo. L’opera rappresenta una tappa fondamentale della cultura aziendale del Gruppo, testimoniando la capacità di fare impresa trasformando il territorio e proiettandosi nel futuro.

L’aratro e la lama d’acciaio: il significato dell’opera

Dove un tempo sorgeva una fabbrica di macchine agricole, oggi operano due realtà leader nei rispettivi settori — Saima Meccanica (impianti di verniciatura) e Saima Sicurezza (sistemi per il controllo degli accessi) — entrambe afferenti alla holding Saima SpA.
La scultura del maestro Marrone racchiude visivamente questo straordinario percorso evolutivo:

Il passato e la tradizione: simboleggiati dall’aratro, radice storica di una realtà produttiva legata alla terra e alla meccanica agricola originale.

Il futuro già in atto: rappresentato da un’imponente lama in acciaio che, come una freccia, tende con decisione verso il cielo.

L’acciaio, materiale primario e cuore pulsante delle produzioni odierne del gruppo, diventa così il protagonista di un racconto visivo che unisce l’artigianato industriale alla maestria dell’arte monumentale.

Un dono alla città di Arezzo

La scelta di donare la scultura all’Amministrazione Comunale di Arezzo e di collocarla lungo le strade dell’Aretino sottolinea la profonda responsabilità sociale di Saima. Non si tratta solo di un segno distintivo aziendale, ma di un bene artistico restituito alla comunità, a testimonianza di come l’industria italiana sappia creare valore, bellezza e cultura per il proprio territorio.

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