Quando si progetta un sistema di controllo accessi, la prima decisione da prendere non riguarda il modello specifico, ma la tipologia di tornello più adatta al contesto. Sul mercato esistono due grandi famiglie di prodotti, pensate per rispondere a esigenze molto diverse: i tornelli a tripode, compatti e versatili, e i tornelli a tutta altezza, veri e propri sbarramenti fisici. Per capire le differenze, è utile guardare a due esempi concreti della gamma SAIMA Sicurezza: il TP-92, tornello a tripode, e il TR 129, tornello girevole a tutta altezza.
Il tornello a tripode: regolare i flussi senza essere invasivo
I tornelli a tripode, come il TP-92, sono pensati per gestire in modo ordinato il passaggio di persone già autorizzate, senza trasformarsi in una barriera imponente. La loro altezza contenuta (nel caso del TP-92, circa 979 mm) li rende adatti a contesti come uffici, reception, strutture sportive o aree con accesso controllato ma a basso rischio di intrusione fisica.
Il punto di forza di questa tipologia è la combinazione tra estetica e funzionalità: il TP-92, ad esempio, è realizzato interamente in acciaio inox AISI 304, con spigoli arrotondati che lo rendono sicuro anche dal punto di vista ergonomico. La gestione elettronica a microprocessore consente di programmare il funzionamento anche da remoto, mentre la velocità di transito elevata (fino a 40 passaggi al minuto) lo rende ideale dove i volumi di persone sono significativi. Va detto però che il tripode, per sua natura costruttiva, non è pensato per impedire fisicamente uno scavalcamento: la sua funzione primaria è regolare e contare gli accessi, non bloccarli in modo assoluto.
Il tornello a tutta altezza: la barriera che non lascia margini
I tornelli a tutta altezza appartengono a una categoria completamente diversa, sia per dimensioni che per filosofia progettuale. Il TR 129, che con i suoi 2300 mm di altezza occupa l’intero varco di passaggio, è un esempio rappresentativo di questa tipologia: qui l’obiettivo non è semplicemente regolare un flusso, ma costituire un vero sbarramento anti-scavalcamento.
La struttura, generalmente realizzata in acciaio inox AISI 430 verniciato per resistere alle condizioni più severe, racchiude un rotore in acciaio inox AISI 304 che ruota all’interno di una gabbia protettiva, garantendo il passaggio di una sola persona alla volta e rendendo di fatto impossibile l’accesso non autorizzato. Questa tipologia di tornello è la scelta naturale per contesti dove la sicurezza perimetrale è prioritaria rispetto alla velocità di transito: siti industriali, porti, stadi, centri dati, aree militari, ma anche qualsiasi punto di accesso periferico privo di sorveglianza costante.
Due filosofie, due esigenze diverse
Il confronto tra le due tipologie si può riassumere in pochi punti chiave:
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Aspetto |
Tornello a tripode |
Tornello a tutta altezza |
| Funzione principale | Regolazione e conteggio dei flussi | Barriera anti-intrusione |
| Livello di sicurezza fisica | Moderato | Elevato |
| Impatto visivo | Discreto, integrabile in ambienti interni | Imponente, pensato per esterni o aree industriali |
| Velocità di transito | Elevata | Più contenuta |
| Contesti tipici | Uffici, reception, accessi controllati interni | Perimetri, siti industriali, aree non sorvegliate |
In sostanza, la scelta tra le due famiglie non dipende dal budget o dalle preferenze estetiche, ma dalla domanda più importante: stiamo cercando di organizzare un flusso di persone già autorizzate, o di impedire fisicamente un accesso non autorizzato? Nel primo caso, un tornello a tripode come il TP-92 rappresenta la soluzione più equilibrata. Nel secondo, solo un tornello a tutta altezza come il TR 129 può offrire le garanzie di sicurezza necessarie.
Conoscere questa distinzione a monte permette di evitare scelte sbagliate e di progettare un sistema di controllo accessi realmente proporzionato al livello di rischio del proprio contesto.
SAIMA Sicurezza è al fianco delle aziende per progettare la miglior soluzione possibile per garantire la sicurezza degli edifici.
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